Notturni.

I notturni di Roberto Mirulla sono un vero e proprio campionario ed esercizio sul genere, una tipologia espressiva che  con il digitale ha trovato una diversa espansione. Rimandi metafisici, raramente surreali, un realismo di stampo americano. Un modo intelligente però di affrontare quell’asetticità oggettiva dei luoghi che qui sono decisamente diversi. Un rapporto tra cielo e terra, luce naturale e artificiale, una riflessione sull’energia degli elementi primari sempre della luce, ma anche dell’acqua. Le pose scrivono il cielo come in un mappamondo, i movimenti lasciano il  loro tracciato. Anche le costruzioni, gli edifici diventano spesso altro da sé come quel resto che sembra un animale  mitologico col fuoco nel corpo. Luigi Erba